Cemento verde.

Una notte in periferia a basse temperature, luci arancioni di tangenziali e distributori di benzina.
Colate di cemento a delimitare spazi e pensieri, a circondare minuscoli alberi spogli.
La luce del giorno crea confusione e fretta, il buio invece mostra una piattaforma vuota, uno scenario mutevole, illuminato da fanali e dalle luci delle abitazioni.
Di notte lo spazio sa diventare irreale e scomponendosi, cambia. Ogni tanto incontro macchie di verde addormentato che si nutre di smog, cresce, si ammala e sopravvive. Il verde urbano è una grossa macchia scura, che ho illuminato a giorno perché è il mio unico modo per svelare il buio e restituire contorni e dimensioni.
Solitudine e insegne, il tempo è stato inchiodato nelle strade isolate.
Gli alberi si abbracciano da soli.
Questa è la loro storia.

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